La Lazio fa due su due e lo fa nel modo che sta diventando il suo marchio di fabbrica: un gol, tanta concretezza e tre punti in cassaforte. Il Genoa cade all’Olimpico con lo stesso identico punteggio con cui era caduto il Bologna una settimana prima e, ancora una volta, a firmare la rete decisiva è Davide Frattesi, l’uomo copertina del mercato biancoceleste.
L’1-0 finale è un risultato che racconta di una squadra cinica e ben organizzata, capace di gestire la gara senza mai concedere davvero il fianco agli avversari. Di buono resta, oltre al bottino pieno, la conferma di un’identità già chiara nonostante la stagione sia appena cominciata. La Lazio di Gattuso difende con ordine, colpisce quando serve e porta a casa il massimo con il minimo indispensabile. Sei punti in due giornate, porta ancora inviolata e la compagnia delle grandi in vetta: un avvio che mancava da diverse stagioni.
LE FORMAZIONI – Gattuso conferma il 4-3-3 e questa volta lancia Frattesi dal primo minuto, premiandolo dopo il gol da subentrato di Bologna. Davanti a Mandas la linea difensiva schiera Floriani Mussolini e Nuno Tavares sulle corsie, con Doekhi e Provstgaard centrali. In mediana Rovella agisce da regista tra Taylor e lo stesso Frattesi, mentre il tridente offensivo vede Cancellieri e Zaccagni ai lati di Dia. Dall’altra parte Daniele De Rossi, che torna all’Olimpico da avversario ritrovando l’amico Gattuso, risponde con un Genoa a trazione difensiva: un 3-4-2-1 con Bijlow tra i pali, Vitinha e Baldanzi a innescare l’unica punta Colombo.
LA SBLOCCA FRATTESI – L’avvio è di marca ospite, con il Genoa che prova a fare la partita e la Lazio inizialmente ordinata a difendersi. Ma è un fuoco di paglia. Al quarto Doekhi mura in chiusura la progressione di Colombo, e da lì i biancocelesti prendono progressivamente il comando. Il vantaggio arriva al 25′ e porta la firma del solito Frattesi, ma il merito è tutto di uno scatenato Nuno Tavares: il portoghese si mette in proprio sulla sinistra e confeziona un cross splendido, sul quale l’ex Inter è bravissimo a concludere di prima intenzione, battendo un Bijlow tutt’altro che impeccabile. È l’1-0, ed è ancora una volta il numero giusto al momento giusto. Al 37′ una tegola per Gattuso con Rovella che è costretto a uscire per un problema al polpaccio destro, dentro Belahyane. La Lazio, comunque in pieno controllo, cerca addirittura il raddoppio prima dell’intervallo. Al 45′ è di nuovo Tavares a sfiorarlo, con un colpo di testa che si stampa sul palo. Il Genoa, timidissimo, chiude la frazione senza aver mai impensierito Mandas.
GESTIONE E TRE PUNTI – La ripresa segue lo stesso copione. La Lazio amministra con maturità, il Genoa fatica a rendersi pericoloso e De Rossi prova a scuotere i suoi con la girandola dei cambi. Le migliori occasioni restano però di marca biancoceleste: al 68′ e al 78′ Zaccagni sfiora il raddoppio con due conclusioni di poco alte, mentre al 75′ è clamoroso l’errore di Doekhi, che da due passi e tutto solo spedisce alto sopra la traversa quello che sarebbe stato il gol della sicurezza. Poco male. Il Genoa non ha la forza per impensierire davvero i padroni di casa e si affida solo a qualche spiovente in area nel finale. L’ultimo brivido lo regala Pinamonti all’88’, con un destro in girata che termina di poco a lato, mentre al 93′ Mandas si fa trovare pronto su Frendrup, con una parata che di fatto blinda il risultato. Nel finale spezzettato dai cartellini, con tanto di parapiglia per un pallone non restituito, la Lazio controlla senza affanni fino al triplice fischio. All’Olimpico è ancora festa. Sei punti, porta inviolata e un Frattesi che si conferma già l’uomo in più di questa squadra.
IL TABELLINO
Lazio-Genoa 1-0
Marcatore: 25′ Frattesi (L)
LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini (80′ Lazzari), Doekhi, Provstgaard, Nuno Tavares (63′ Pedraza); Frattesi, Rovella (37′ Belahyane), Taylor; Cancellieri (63′ Isaksen), Dia (80′ Pinamonti), Zaccagni. All. Gennaro Gattuso
GENOA (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez (78′ Amorim); Norton-Cuffy, Frendrup, Sow (58′ Messias), Ellertsson; Baldanzi (78′ Meichtry), Vitinha (63′ Osmajic); Colombo. All. Daniele De Rossi
Arbitro: Ermanno Feliciani (Teramo). VAR: Abisso.
NOTE. Assist: Nuno Tavares. Ammoniti: 15′ Ostigard (G), 35′ De Rossi (all. G), 90’+6′ Amorim (G), 90’+6′ Zaccagni (L). Recupero: 4′ pt; 6′ st.
LE PAGELLE BIANCOCELESTI
Mandas 6,5 – Serata di ordinaria amministrazione per gran parte della gara, con i liguri che quasi mai lo impensieriscono. Ma al 93′ si fa trovare pronto su Frendrup, con una parata che vale i tre punti.
Floriani Mussolini 6,5 – Coraggio, spinta e grande attenzione difensiva. Ripiega quando serve, ma consuma la fascia anche in avanti, in un ottimo tandem con Cancellieri. Gattuso ha trovato il suo nuovo titolare a destra. (80′ Lazzari s.v.)
Doekhi 5,5 – Non commette errori gravi in difesa, ma resta troppo macchinoso. E soprattutto si divora, tutto solo da due passi, il gol del possibile 2-0.
Provstgaard 6 – Attento nelle coperture e nelle marcature preventive, guida il reparto con ordine. Deve ancora crescere nella costruzione dal basso.
Nuno Tavares 7 – Il migliore dei suoi. Suo l’assist per Frattesi, suo il palo di testa nel finale di primo tempo, sue le continue sgroppate sulla sinistra. Se questo è il Nuno Tavares ritrovato, c’è da divertirsi. (63′ Pedraza 6 – Ingresso ordinato, con un passo avanti rispetto alla Coppa Italia.)
Frattesi 7,5 – Devastante nei suoi inserimenti, già un leader. Ancora una volta in gol, si è preso la Lazio: per Gattuso è diventato imprescindibile. Prezioso anche nel raccordare i reparti.
Rovella 6 – Poco più di mezz’ora prima di doversi arrendere all’infortunio al polpaccio. Il tempo di qualche buona trama in mezzo al campo. (37′ Belahyane 6,5 – Partita di qualità e sostanza, pulito nelle uscite e attento in copertura. Non fa rimpiangere il titolare.)
Taylor 6,5 – Cresce anche l’olandese: i tre di centrocampo si muovono all’unisono, con intelligenza e intensità. Da lui tanta quantità e qualche conclusione tentata.
Cancellieri 5,5 – Meglio di Bologna, prezioso nell’aiuto a Floriani, ma ancora troppo poco incisivo in fase offensiva. (63′ Isaksen 6,5 – Entra e spacca la gara: una spina nel fianco costante per la difesa ligure, salta l’uomo e ci prova a più riprese. Ottimo impatto.)
Dia 5 – I soliti problemi per il senegalese: pochi palloni toccati, quasi sempre fuori dal gioco, nessuna conclusione. Un passo indietro dopo l’assist di Bologna. (80′ Pinamonti s.v.)
Zaccagni 6 – Punta e salta l’uomo, tenta qualche tiro a giro e si sacrifica. Continua però a mancargli il gol: serve più cattiveria sotto porta.
All. Gattuso 7 – Dopo l’avvio shock col Mantova, contro Bologna e Genoa ha dato identità e struttura alla squadra: reparti compatti, distanze rispettate, grande intensità e, soprattutto, porta inviolata nei primi 180 minuti di campionato. Il gruppo è con lui, e si vede.
