La Lazio non si ferma più e riparte per la sosta da capolista, con un record che pesa: quello del miglior avvio di sempre in Serie A. Al Penzo i biancocelesti battono 0-2 un Venezia mai domo e sfortunato, agganciando Roma e Inter in vetta alla classifica. Ma sarebbe ingeneroso raccontare questa serata soltanto attraverso i gol di Zaccagni e Noslin, arrivati nella ripresa: perché per un’ora abbondante la vera storia della partita porta un altro nome, quello di Christos Mandas. Il portiere greco, monumentale nel primo tempo, para un rigore e compie almeno tre interventi decisivi, tenendo a galla una squadra a lungo sotto assedio. Di buono, oltre ai tre punti e al primato, resta proprio questo: una Lazio che sa vincere anche soffrendo, che trova risposte dai singoli quando il gioco latita e che, dopo lo scivolone interno col Milan, ritrova immediatamente il successo. Tredici punti in cinque giornate, non era mai successo.
LE FORMAZIONI – Gattuso conferma il 4-3-3 e ripropone quasi in blocco l’undici delle ultime uscite. Davanti a Mandas la difesa è formata da Floriani Mussolini e Nuno Tavares sulle corsie, con Sutalo e Provstgaard centrali, ancora out Doekhi. A centrocampo Belahyane in regia tra Frattesi e Taylor. In avanti confermato Noslin come riferimento centrale, preferito ancora una volta a Pinamonti, con Cancellieri e capitan Zaccagni sugli esterni. Il Venezia di Giovanni Stroppa, ultimo in classifica e a caccia dei primi punti, risponde con un aggressivo 3-5-2: Stankovic tra i pali, coppia d’attacco formata da Yeboah e Adams.
IL PRIMO TEMPO È DI MANDAS – Pronti, via, e la partita prende una piega inattesa. La Lazio si affaccia con una punizione di Zaccagni che sfiora il palo, ma è l’ultimo squillo offensivo di una frazione a forte trazione lagunare. Il Venezia, spinto dal proprio pubblico, alza il baricentro, pressa forte e mette in seria difficoltà i biancocelesti. Al 28′ arriva l’episodio chiave: un grave errore di Floriani Mussolini spalanca la strada a Correia, atterrato in area da Mandas in uscita. Rigore per i padroni di casa. Dal dischetto va Yeboah, ma il portiere greco intuisce e respinge, negando il vantaggio ai lagunari. È il primo di una serie di miracoli. Mandas si ripete poco dopo su Adams, poi ancora su una conclusione insidiosa di Hainaut da posizione defilata. La Lazio, imprecisa e in affanno, si affida al solo Cancellieri, il cui tiro a giro si spegne di poco a lato. Si va al riposo sullo 0-0, con un solo, indiscusso protagonista.
LA RIPRESA CAMBIA VOLTO – L’intervallo rimette in carreggiata i biancocelesti, che tornano in campo con tutt’altro piglio. L’approccio alla ripresa è perfetto e il premio arriva subito. Al 51′ Zaccagni pesca con un filtrante l’inserimento di Taylor in area, Yeboah lo stende e per Sozza, dopo il controllo del VAR, è calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta proprio il capitano, che incrocia il destro e batte Stankovic, pur bravo a intuire: è lo 0-1 e, per Zaccagni, il primo gol stagionale dopo un lungo digiuno che durava da mesi. La rete taglia le gambe al Venezia e spiana la strada al raddoppio, che arriva puntuale al 60′. Ancora una volta la firma è quella di Nuno Tavares, il cui cross millimetrico dalla sinistra pesca la testa di Noslin: terzo tempo perfetto dell’olandese, che sovrasta Juan Jesus e la mette dove Stankovic non può arrivare. È lo 0-2 che chiude i conti. Il Venezia, generoso ma sfortunato, prova a riaprirla ma trova sulla sua strada un Mandas ancora attento su Adams. Nel finale la Lazio gestisce con maturità fino al triplice fischio. Al Penzo è festa biancoceleste: quarta vittoria in cinque gare, primo posto e un pezzo di storia messo in cassaforte.
IL TABELLINO
Venezia-Lazio 0-2
Marcatori: 51′ Zaccagni (L, rig.), 60′ Noslin (L)
VENEZIA (3-5-2): Stankovic; Schingtienne, Juan Jesus, Moreno; Hainaut, Kike Perez, Helgason (74′ Fanne), Sohm, Correia (76′ Sagrado); Adams (74′ Rrahmani), Yeboah (87′ Fernandez). All. Giovanni Stroppa
LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini (77′ Lazzari), Sutalo, Provstgaard, Nuno Tavares (84′ Pedraza); Frattesi, Belahyane, Taylor (77′ Gudmundsson); Cancellieri, Noslin (77′ Pinamonti), Zaccagni (87′ Isaksen). All. Gennaro Gattuso
Arbitro: Simone Sozza (Seregno). VAR: Meraviglia.
NOTE. Assist: Nuno Tavares (L). Al 28′ Mandas (L) para un rigore a Yeboah (V). Ammoniti: Kike Perez (V), Juan Jesus (V), Correia (V), Moreno (V).
LE PAGELLE BIANCOCELESTI
Mandas 8 – L’uomo copertina, ancora una volta. Nel primo tempo tiene in piedi la Lazio praticamente da solo: para il rigore a Yeboah (che lui stesso aveva provocato in uscita), ipnotizza Adams e salva su Hainaut. Un muro. Senza di lui, all’intervallo la partita sarebbe già compromessa.
Floriani Mussolini 5 – Serata a due facce e la faccia peggiore pesa: il grave errore che regala il rigore al Venezia poteva costare carissimo. Fortuna che tra i pali ci fosse Mandas. Cala vistosamente rispetto alle ultime uscite. (77′ Lazzari 6 – Ingresso ordinato, mette minuti nelle gambe.)
Sutalo 6,5 – In emergenza al centro della difesa, dà una risposta convincente: attento, posizionato e sicuro. Una piacevole certezza in un reparto falcidiato dalle assenze.
Provstgaard 6 – Meno appariscente del compagno di reparto, ma diligente. Contiene la fisicità delle punte veneziane senza sbavature evidenti.
Nuno Tavares 6,5 – Ancora lui l’uomo degli assist: suo il cross al bacio che porta al gol di Noslin, il terzo passaggio vincente in poche giornate. In fase difensiva soffre, ma la sua spinta resta un’arma preziosa. (84′ Pedraza s.v.)
Frattesi 6 – Meno incisivo del solito, con pochi degli inserimenti che ne avevano fatto l’uomo dei primi tre gol stagionali. Ma lotta e non si risparmia mai.
Belahyane 6 – Regia ordinata, soffre la pressione veneziana nel primo tempo ma cresce nella ripresa, quando la Lazio prende in mano il gioco. Sfiora anche il gol da fuori.
Taylor 6,5 – Il più vivo del centrocampo: è il suo inserimento a procurare il rigore che sblocca la gara. Cresce di partita in partita e si conferma pedina sempre più affidabile. (77′ Gudmundsson 6 – Entra e dà freschezza.)
Cancellieri 6,5 – Nel primo tempo è l’unico a creare qualcosa dalle parti di Stankovic, con un tiro a giro che sfiora il palo. Generoso e propositivo, prosegue nel suo buon momento.
Noslin 7 – Preferito ancora a Pinamonti, ripaga la fiducia con il secondo gol consecutivo: un colpo di testa da attaccante vero, sovrastando Juan Jesus. La scommessa di Gattuso continua a pagare. (77′ Pinamonti 6 – Manciata di minuti senza strafare.)
Zaccagni 7,5 – Il migliore in campo tra i suoi insieme a Mandas. Freddo dal dischetto, ritrova il gol dopo un lunghissimo digiuno e si carica la squadra sulle spalle. Prezioso anche nel sacrificio difensivo. Capitano ritrovato. (87′ Isaksen s.v.)
All. Gattuso 7 – La sua Lazio soffre tanto nel primo tempo, ma non si disunisce e riparte con lucidità nella ripresa. Ci mette del suo anche nella scelta di Noslin, ancora una volta indovinata. Quarta vittoria in cinque gare, primo posto e miglior avvio di sempre: la sua Lazio è realtà.
