Deko Entertainment rimette in circolazione Mission to Mars con una nuova edizione limitata, dopo che la prima tiratura è andata esaurita a livello globale. Una scelta che accompagna l’avvio del tour omonimo previsto per il 2026 e che conferma, ancora una volta, la vitalità di una delle formazioni più influenti del progressive rock. La label annuncia 330 copie in vinile Aqua Blue destinate ai negozi indipendenti e 100 copie numerate a mano e firmate dalla band, disponibili esclusivamente al pubblico. Lo stesso Derek “Mo” Moore, membro fondatore, ha sottolineato l’urgenza della ristampa, ricordando come la prima edizione sia stata rapidamente polverizzata dai fan.
Una nuova fase con una formazione rinnovata
Mission to Mars rappresenta il primo capitolo di una trilogia e segna anche un passaggio importante nella line‑up dei Nektar. Accanto a Moore (basso e voce) troviamo Ryche Chlanda (chitarra e voce), Kendall Scott (tastiere e sintetizzatori), Maryann Castello (voce) e il nuovo batterista Jay Dittamo, innesto che porta freschezza ritmica e un approccio più dinamico alle strutture.
Quattro tracce, trentadue minuti, un compendio della loro identità
Il disco si sviluppa in sole quattro tracce per un totale di 32 minuti, ma riesce a condensare l’essenza del linguaggio Nektar: un viaggio psichedelico e visionario che alterna energia, introspezione e derive cosmiche.
- Mission to Mars apre il lavoro con un’impronta più classic/hard rock anni ’70‑’80: voce graffiante, batteria potente e una seconda parte strumentale in cui tastiere, synth e chitarre si intrecciano in una jam di grande mestiere.
- Long Lost Sunday cambia completamente atmosfera, puntando su armonie più ariose e su un interplay raffinato tra il virtuosismo chitarristico di Chlanda e le linee di Moog di Scott.
- One Day Hi One Day Lo introduce una vena malinconica, attraversata da accenti heavy e da un canto corale che sembra incarnare la tensione emotiva della “missione” evocata dal concept.
- I’ll Let You In chiude l’album con una ballad intima e toccante: un inizio acustico che si apre a un momento piano‑voce di forte impatto emotivo, tra i passaggi più evocativi del disco.
Un ritorno che conferma una storia lunga oltre mezzo secolo
Mission to Mars ribadisce la solidità di una band che, dal 1969, ha contribuito a definire il progressive rock con album estesi, concept ambiziosi e un immaginario sonoro che ha influenzato tanto la scena prog anni ’70 quanto la successiva cultura jam-band. Dalle prime affermazioni con A Tab in the Ocean (1972) e Remember the Future (1973) fino al successo recente di The Other Side (2020), i Nektar hanno mantenuto una coerenza artistica rara, capace di rinnovarsi senza perdere identità.
In questo nuovo capitolo ritroviamo proprio quella miscela di visione, tecnica e immaginazione che ha reso la band un punto di riferimento per generazioni di ascoltatori: atmosfere oniriche, jam avventurose, momenti di dolcezza quasi pastorale e un senso di viaggio che richiama, a tratti, la sensibilità di Camel, Grateful Dead e Caravan.
Mission to Mars non è soltanto una ristampa: è l’inizio di un nuovo ciclo creativo e un compendio efficace di ciò che i Nektar sanno ancora offrire. Un disco breve ma denso, che guarda al futuro senza dimenticare la propria storia e che conferma, una volta di più, la loro capacità di trasformare il progressive in un’esperienza narrativa e sensoriale.
Per ulteriori informazioni:
Deko Entertainment
https://nektarsmusic.com/