Un trionfo di leggerezza, ritmo e brillantezza teatrale ha segnato la serata di apertura della nuova produzione de L’italiana in Algeri al Teatro dell’Opera di Roma. L’opera buffa di Gioachino Rossini, messa in scena ieri sera, ha saputo conquistare il pubblico grazie a un perfetto equilibrio tra tradizione e vitalità scenica.

L’allestimento, firmato da Maurizio Scaparro e ripreso da Orlando Forioso, si è rivelato un omaggio alla fantasia visiva. Le scenografie fiabesche di Emanuele Luzzati e i coloratissimi costumi di Santuzza Calì, provenienti dal Teatro Massimo di Palermo, hanno trasformato il palcoscenico in una sorta di sogno orientale dai tratti caricaturali e teatrali. Una scelta vincente che ha saputo esaltare la componente farsesca dell’opera, senza mai scivolare nella banalità.
Al suo debutto sul podio romano, il Maestro Sesto Quatrini ha guidato l’orchestra con mano sicura e un tocco di brillantezza. Il direttore ha saputo restituire tutta l’energia e il virtuosismo della partitura rossiniana, scegliendo tempi vivaci ma sempre ben sostenuti. L’Orchestra del Teatro dell’Opera ha risposto con precisione e trasporto, contribuendo in modo decisivo alla riuscita della rappresentazione.
Nel ruolo di Isabella, Chiara Amarù ha offerto una prova scenica e vocale di grande spessore. Il suo timbro vellutato e l’ottima tecnica nelle agilità hanno restituito con forza il carattere determinato e seducente della protagonista.

Accanto a lei, Dave Monaco ha interpretato un Lindoro lirico e appassionato, con un fraseggio curato e un’emissione luminosa che ha saputo valorizzare le arie più complesse del personaggio.
Straordinaria la performance di Adolfo Corrado, che, sostituendo nel corso del primo atto Paolo Bordogna rimasto improvvisamente afono, ha vestito i panni del Bey Mustafà con irresistibile verve comica e una padronanza vocale impeccabile. Corrado è riuscito a divertire senza mai cadere nel caricaturale, restituendo un personaggio tanto ridicolo quanto umano.
A completare il cast, l’eccellente Misha Kiria nel ruolo di Taddeo ha brillato per comicità, presenza scenica e intelligenza musicale.

Il caloroso applauso finale del pubblico romano ha sigillato una bella serata in cui ha risaltato l’eleganza della messinscena, l’eccellenza musicale e l’equilibrio tra comicità e raffinatezza. L’unica pecca, se così si può dire, si è avuta solo con la pausa in occasione dell’improvvisa afonia di Paolo Bordogna e per i successivi tempi dilatati. La disponibilità del sostituto e la bravura del direttore Quatrini e dell’orchestra tutta a superare l’impasse hanno fatto in modo che l’imprevisto diventasse subito uno sbiadito ricordo.

Le repliche dell’Italiana in Algeri proseguono fino al 12 giugno. E’ un’occasione imperdibile per chi ama il belcanto, l’ironia intelligente e il teatro di qualità.
