ANTHONY STRONG & COLOURS JAZZ ORCHESTRA – Da Cole Porter a Frank Sinatra

Mercoledì 19 giugno 2024, ore 21:00, a Terni presso l'Anfiteatro Romano, in via del Vescovado 7, il crooner londinese si esibirà dal vivo con un repertorio vario ed entusiasmante

Prendete un crooner londinese dall’abito elegantemente confezionato e il fascino disinvolto e un’orchestra composta da alcuni dei migliori musicisti marchigiani con 20 anni di esperienza su palchi nazionali e internazionali. Accostateli a una serata estiva di giugno ed otterrete così un meraviglioso concerto dal ritmo swing che reinterpreta brani di grandi icone della musica mondiale. Torna infatti a Terni, per la prima volta all’Anfiteatro romano, Anthony Strong, il cantante inglese che in quindici anni di attività ha saputo interessare un pubblico eterogeneo portando in scena in centinaia di esibizioni dal vivo, come anche nelle sue incisioni discografiche, un repertorio dai molteplici filoni. La stessa varietà di generi articolerà il programma del concerto di mercoledì 19 giugno, alle ore 21, insieme  alla Colours Jazz Orchestra di Massimo Morganti, in una performance costruita ad hoc per Visioninmusica e per la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, ente finanziatore e sostenitore dell’iniziativa..

Il primo filone scelto dal crooner rimanda alle atmosfere di Broadway e Hollywood, con brani nati per musical o film, che successivamente hanno superato i confini del teatro o dello schermo cinematografico, divenendo jazz standard a pieno titolo, con vita autonoma. Basti pensare a Too Darn Hot di Cole Porter, scritta per il musical Kiss me, Kate (1948), poi ripresa da Ella Fitzgerald (1956) e Mel Tormé (1960). In molti casi, agli interpreti originali dei musical – Fred Astaire su tutti – hanno fatto seguito i più grandi jazzisti: di questi Strong raccoglie l’eredità, senza imitare o riprodurre, ma reinterpretando ogni brano con la sua brillante raffinatezza. Così appaiono gli storici pezzi di Irving Berlin (Cheek to cheek), Jerome Kern (The way you look tonight) e George Gershwin (They can’t take that away from me), che con la sua voce risuonano di rinnovata freschezza. E questo avviene anche per Sixteen Tons, canzone non tratta da musical, che però dalla sua prima incisione del 1946 vanta innumerevoli cover: questa versione rappresenta una vera e propria “chicca” nello spettacolo, con una melodia e un ritmo ancora più coinvolgenti.

Sulla scia di Frank Sinatra, Nat King Cole e Tony Bennett, Strong eccelle anche nel peculiare stile vocale riproponendo, di queste memorabili artisti, il modo di cantare profondo, intimo, ricco di nuances e con tratti quasi sussurrati, tipico dei raccolti locali notturni in cui si esibivano. Dello stile locale dei crooner, emersi tra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Sessanta, Strong e la band ripoporranno brani come The Night We Called It a DayUnforgettable e Steppin’ Out.

Il terzo filone prescelto va invece oltre le precedenti categorie e raggiunge senza remore l’R&B di Ray Charles (Hallelujah, I Love Her So) e Stevie Wonder (Higher Ground).

Non mancheranno infine le composizioni originali, che segnano il percorso compositivo di Anthony Strong, accanto a quello di arrangiatore e performer: That Kinda Guy, tratta dal suo album d’esordio Guranteed! (2009); When It Moves You, da On a clear day (2015); Gambling Man Blues, da Me and my radio (2019).

I biglietti del concerto – al costo di € 5,00 – sono acquistabili sul sito Vivaticket.it

ANTHONY STRONG
Con il suo smoking calzato a pennello e il suo fascino sobrio, il pianista e cantante Anthony Strong sembra impersonare il ruolo di ‘English gentleman’ che spesso gli viene attribuito. La sua vocalità e il suo stile al pianoforte sono amalgamati da una coinvolgente energia che ha conquistato il pubblico in ogni suo concerto in giro per il mondo. Al momento della sua firma con la celebre etichetta discografica Naïve Records, nel 2013, Strong è stato considerato dai media anglosassoni “un eccezionale talento emergente”. È finito in prima pagina su Le Figaro e i suoi concerti dal vivo sono trasmessi da canali tv nazionali di numerosi paesi europei.

Anthony Strong si è formato presso tre delle più importanti scuole di musica d’Inghilterra, iniziando con la musica classica per poi passare al jazz. La passione degli inizi per Oscar Peterson, Bill Evans e Wynton Kelly lo ha poi condotto a Frank Sinatra, Mel Torme e Nat King Cole: cantare è stata la logica conseguenza. Un’inattesa offerta di lavoro, come sostituto di Jerry Lee Lewis in un musical del West End di Londra, gli ha consentito di sviluppare una spiccata attitudine per il palcoscenico, un’attitudine capace di creare una straordinaria empatia con il pubblico.

Il suo album, Steppin’ Out, ha raggiunto il primo posto nella classifica iTunes Jazz degli Stati Uniti e il colosso radiofonico NPR lo ha inserito in un programma speciale di 60 minuti da Hollywood. Ad oggi, Anthony Strong si è esibito in 26 paesi di 4 continenti, in prestigiosi contesti come il Centro Cultural de Belém di Lisbona, il festival francese Jazz in Marciac, il Marina Bay Sands di Singapore e il Litchfield Festival negli Stati Uniti.

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COLOURS JAZZ ORCHESTRA
La Colours Jazz Orchestra nasce nel 2002 da un’idea di Massimo Morganti, trombonista, compositore e direttore, che riesce a coinvolgere nel progetto alcuni tra i migliori musicisti marchigiani. Con l’obiettivo di proporre sonorità contemporanee ed innovative, il repertorio dell’orchestra da subito si concentra sulle musiche di Maria Schneider, giovane compositrice americana e figura di riferimento della scena musicale di New York, allieva di Bob Brookmeyer e assistente di Gil Evans.

Successivamente il repertorio si arricchisce con le composizioni di Kenny Wheeler, straordinario trombettista e compositore canadese, con il quale l’orchestra collabora stabilmente dal 2003 e con il quale ha partecipato ad alcuni dei più importanti festival musicali italiani presentando, oltre alla celeberrima Sweet Time Suite del disco Music for large and small ensemble (eseguita anche con John Taylor al pianoforte), composizioni recenti come la Suite 2005 in prima esecuzione italiana ed arrangiamenti di celebri brani come The Man I Love e I Should Care in prima esecuzione assoluta.

Nel giugno 2009 il primo importante lavoro in studio Nineteen plus one (edito da ASTARTE e EGEA) con Kenny Wheeler in veste di solista e compositore. Disco che ha riscosso in breve tempo un notevole successo di critica in Italia e all’estero – da menzionare le 4 stelle date al disco dalla rivista musicale inglese del Guardian.

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