IGOR MITORAJ – Inaugurata la mostra “Lo Sguardo-Humanitas-Physis”

Ventisette opere scelte per comporre un inedito e struggente percorso espositivo tra storia e natura. Di queste, venticinque potranno essere ammirate all’interno del Parco archeologico di Neapolis a Siracusa

Si è inaugurata il 16 aprile 2024 nel Parco Archeologico di Neapolis a Siracusa la più grande mostra scultorea a cielo aperto di Igor Mitoraj intitolata “Lo Sguardo-Humanitas-Physis”, visibile al pubblico dal 26 marzo 2024 fino al 31 ottobre 2025. Si tratta di 27 opere scelte appositamente per comporre un inedito e struggente percorso espositivo tra storia e natura. Di queste 25 potranno essere ammirate all’interno del Parco archeologico di Neapolis a Siracusa (sito Unesco – famoso in tutto il mondo per la compresenza di due teatri di pietra e delle vestigia appartenenti alla grande civiltà greca e romana) mentre l’opera bronzea del “Teseo Screpolato” si integra meravigliosamente a 1700 metri con le pietre laviche dell’Etna (Patrimonio dell’umanità) e la scultura alata “Ikaria”, con lo sguardo verso il mediterraneo dallo spazio antistante al Castello Maniace a Ortigia, ci richiama all’incontro tra i popoli e le culture e all’unione delle diversità.

La mostra è promossa dal Parco Archeologico di Siracusa Eloro Villa del Tellaro e Akrai, prodotta da Atelier Mitoraj, in collaborazione a Mediatica e Tate, con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana, Assessorato dei beni culturali e dell’Identità Siciliana, Assessorato del territorio e dell’ambiente, in collaborazione con Assessorato dell’Agricoltura, con il Parco dell’Etna, con il Demanio forestale con il Comune di Ragalna e con il Comune di Siracusa.

L’esposizione è curata da Luca Pizzi, Direttore artistico dell’Atelier Mitoraj, coadiuvato da Paolo Patanè, Direzione produzione esecutiva; Direttore culturale e creativo Roberto Grossi.

Le opere presenti nell’esposizione, realizzate tra il 1993 e il 2014 con le materie care a Mitoraj, bronzo ghisa, travertino e resina coniugano, come non era mai accaduto prima, il surrealismo e il simbolismo della sua poetica espressiva con i modelli della tradizione classica e romana, in un dialogo fecondo con la natura.

Ogni opera appare, quindi magicamente integrata con i luoghi che le ospitano stimolando nel visitatore riflessioni, conoscenza e partecipazione.

Il tema “Lo sguardo”, trae fondamento dall’espressività delle opere e nel messaggio artistico e culturale di Mitoraj, ed esprime la visione universale di quella dimensione circolare dell’esistenza umana che ci induce a una riflessione interiore rispetto alla società (Humanitas) nella quale viviamo e al nostro rapporto con natura che ci circonda (Physis) e ai suoi elementi primordiali (fuoco, acqua, terra, aria). Questa grande esposizione, di assoluto valore internazionale, supera dunque il concetto della bellezza puramente estetica dell’arte e dei monumenti e, come in una rappresentazione drammaturgica nei due antichi teatri, greco e romano, pone all’uomo contemporaneo interrogativi sul suo destino nel mondo e nella storia.

I contenuti e i significati principali dell’esposizione sono stati messi in evidenza ieri all’evento di inaugurazione grazie alla performance teatrale e musicale Physis – Humanitas il viaggio dell’Anima – con oltre 40 artisti, scritta e diretta da Gisella Calì con musiche inedite di Lello Analfino e con l’Organizzazione Fiat Lux 2.0- che ha messo in risalto il viaggio spirituale, tra miti ed eroi, di Ikaro, Un Uomo moderno, verso il cambiamento e la Bellezza.

Come le incantevoli sculture di Mitoraj richiamano gli eroi e gli dei classici, evocando una dimensione contemporanea della sofferenza dell’uomo e della sua vocazione innata verso l’armonia e la comunione con la Natura, così lo spettatore viene invitato a seguire il percorso di Ikaro, che impaurito dalle Ombre della propria anima, decide di affrontare il complesso cammino per raggiungere la consapevolezza e la libertà. Le scene itineranti hanno animato, con luci, suoni, danza e con dialoghi fortemente espressivi, le gigantesche opere bronzee come “Ikaro Blu” e “Memorie Screpolate”, collocate tra le pietre bianche dell’Anfiteatro romano. Per proseguire, con cori e musiche perfettamente in sintonia, nella Grotta dei Cordari dove Ikaro si riconosce nella Madre Natura e intraprende una nuova esperienza di pace e di rigenerazione che si conclude nel silenzio dell’Orecchio di Dionisio.

In questo percorso Ikaro, ognuno di Noi, recandosi verso l’Oracolo, riceverà l’invito ad alzare lo Sguardo. Solo la Natura, rappresentata magistralmente dal soprano Elena Rossi, cioè la Physis, potrà placare l’angoscia esistenziale che attanaglia L’Uomo/Ikaro.

Dioniso, dio/giullare senza tempo, interpretato dal musicista Lello Analfino, rievoca gli elementi primordiali e spinge L’Uomo e gli spettatori a proseguire il viaggio, volgendo lo Sguardo verso Gli Altri. Percorrendo il viale di un Paradiso da recuperare, L’Uomo avrà finalmente il coraggio di entrare nella caverna oscura (l’Orecchio di Dionisio) e ascoltare il Messaggio più importante: salvare gli Altri e recuperare quell’Humanitas che lo completa.

Infine nella dimensione del silenzio riuscirà a illuminare il punto più oscuro della sua Anima e riacquisire Luce e Bellezza.

Per info biglietti:
La mostra è aperta al pubblico dalle 8:30 fino alle 19:30 (la biglietteria rimane aperta fino alle ore 18:00)
QUI per i biglietti
Sito web Mitoraj