KING CRIMSON – In edicola lo speciale Classic Rock

A cura del giornalista Alessandro Staiti, la monografia sul gruppo che ha portato il rock oltre i confini del progressive e di qualsiasi genere

A cura del giornalista Alessandro Staiti, tra i massimi conoscitori italiani dei KING CRIMSON e dello stesso Robert Fripp, anima del gruppo, più volte incontrato e intervistato dall’autore. Il volume indaga con precisione e meraviglia la discografia e le diverse formazioni che negli anni hanno contraddistinto il suono e le sperimentazioni del gruppo dal 1967 al 2022, i dischi e i musicisti incredibili che, sempre al servizio della musica, hanno animato la corte del Re Cremisi.

Qui di seguito il suo editoriale per lo Speciale Classic Rock (Sprea Editori) in edicola.

IN THE COURT OF THE CRIMSON KING vede la luce il 10 ottobre 1969. Per Pete Townshend degli Who è un “capolavoro inquietante”, sembra venir fuori dal nulla. Non ricalca nessun genere e ne fonda uno. L’underground diventa colto e si trasforma in qualcos’altro, che poi verrà etichettato come progressive rock, operando una grande rivoluzione estetica rispetto al rock/blues dell’epoca.

La complessità dell’architettura compositiva è impressionante, almeno quanto il virtuosismo e l’originalità stilistica di ogni membro della band. ITCOTCK è l’unico documento in studio della prima incarnazione dei King Crimson, quella che partecipò allo storico concerto di Hyde Park dei Rolling Stones e che precocemente si sciolse al termine del primo tour negli USA, nel dicembre 1969.

Nel lessico di Robert Fripp, un’incarnazione dei King Crimson è definitiva quando “dopo niente è più lo stesso, qualcosa è cambiato”. In questo senso, la line-up originale dei King Crimson è una formazione definitiva. Perché dopo ITCOTCK il rock non è stato più lo stesso.

Stiamo infatti insinuando che la storia del rock dal 1969 in poi andrebbe riscritta: l’assunto è che i King Crimson furono davvero il primo gruppo a usare la testa nel rock & roll.

Una simile affermazione non dovrebbe incontrare ostilità, oggi, dal momento che abbiamo la possibilità di comprovare storicamente i fatti che ci inducono a un’asserzione apparentemente così arrogante. Come Fripp avvertiva in quegli anni scrivendo una lettera all’ «International Times», il 29 agosto del 1969: “Chris Welch pensava che [Hyde Park] il concerto segnasse la fine di un’era in musica. Se concluse i duri suoni dei Sessanta, forse inaugurò la musica dei Settanta, che sembrerebbe essere una musica più autocosciente di prima al punto che… differenti forme sono investigate, alcune delle quali esigono una reazione dalla testa molto più che dai piedi”.

“Le innovazioni musicali sono piene di pericoli per l’intero Stato, e dovrebbero essere proibite. … Quando cambiano i modi della musica, le leggi fondamentali dello Stato cambiano sempre insieme a essi”, così scriveva Platone ne La Repubblica. Il filosofo greco solleva un punto interessante riguardo alle innovazioni musicali e al loro impatto sulla società. Se per alcuni tali innovazioni sono pericolose, è innegabile la profonda influenza da loro esercitata sulla storia della musica e sulla nostra esperienza di ascolto. Come George Beauchamp e Adolph Rickenbacker hanno elettrificato la chitarra creando un nuovo strumento e nuove possibilità creative ed espressive, così l’intera opera dei King Crimson ha aperto la strada a un nuovo modo di fare musica per un crescente numero di artisti che ancor oggi li citano tra le loro maggiori influenze.

Ci auguriamo con questo Speciale di aver contribuito anche noi a un nuovo modo di narrare l’affascinante storia di questa band, per comprendere le profonde implicazioni umane, musicali ed estetiche che ha portato nella storia del rock.

Alessandro Staiti
(Fonte: Stone Music)

È possibile acquistare lo Speciale King Crimson in tutte le edicole e online, sia in versione cartacea che digitale, sul sito di Sprea Editori.